5 Febbraio 2015: Giornata nazionale contro lo spreco alimentare

Per il secondo anno, il 5 febbraio si celebra la giornata nazionale contro lo spreco alimentare, un’occasione per riflettere sui nostri comportamenti e per cercare di modificarli.

Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per ridurre lo spreco alimentare?
Possiamo per esempio partecipare alla campagna “un anno contro lo spreco 2015”, promossa da Last Minute Market, Waste Watchers, SWG e DISTAL – Università di Bologna, che propone alle famiglie italiane desiderose di monitorare le loro performance, di tenere un diario dello spreco alimentare domestico. Si tratta di un progetto pilota che servirà all’Università di Bologna per acquisire dati relativi al comportamento della famiglie italiane, e consentirà di capire quali sono i prodotti alimentari maggiormente oggetto dello spreco e perché.

Il diario inizierà lunedì 6 febbraio 2015 e terminerà domenica 15 febbraio 2015, dovrà poi essere spedito agli organizzatori che potranno analizzare i dati. Anche la trasmissione radio Decanter (Radio 2) parteciperà alla compilazione di un diario settimanale.
Per tutti gli interessati, scaricate il diario e le istruzioni per compilarlo sul sito unannocontrolospreco.org.

Un’importante tappa nella riduzione dello spreco alimentare è la donazione di alimenti invenduti. Il presidente di Last Minute Market Andrea Segrè annuncia che “è finalmente in vista la semplificazione normativa per gli alimenti invenduti, che consentirà di favorire ed incentivare la donazione delle eccedenze e dei prodotti alimentari invenduti lungo la filiera, attraverso la semplificazione, razionalizzazione e armonizzazione del quadro di riferimento – procedurale, fiscale, igienico-sanitario – che disciplina il settore”.

L’entità dello spreco alimentare domestico in Italia è stata quantificata da un’indagine realizzata nel 2014 da Gfk Eurisco in collaborazione con Auchan e Simply. Secondo questa ricerca, in Italia vengono sprecati ogni anno 1,19 milioni di tonnellate di alimenti, che equivalgono in media a 49 kg di cibo buttato per famiglia. In termini economici, ogni famiglia getta 316 Euro all’anno, per un totale complessivo di 7,65 miliardi di euro. Gli sprechi maggiori riguardano verdura, frutta, pane e pasta.

Lo spreco alimentare non è solo un problema di cibo, ma anche di impatti sull’ambiente, sulla biodiversità e sul clima.
Secondo i dati resi noti dalla FAO nel rapporto del 2013 “Food wastage footprint. Impacts on natural resources”, la quantità di anidride carbonica (CO2) immessa nell’ambiente ogni anno per produrre cibo non mangiato è circa 3,3 miliardi di tonnellate. Con queste quantità, lo spreco di cibo si inserisce al terzo posto nella classifica dei maggiori emettitori di CO2 a livello mondiale, dopo Cina e Stati Uniti.
Il cibo prodotto e non mangiato consuma inoltre enormi quantità di acqua e occupa quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, pari al 30% della superficie occupata da terre agricole in tutto il pianeta.


Chiara Nironi

 

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