Giornate Mediterranee in ricordo del Sindaco Pescatore

“GIORNATE MEDITERRANEE”

L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Alba, dal Comune di Pollica, dalla Condotta Slowfood di Alba, dalla Fondazione Ferrero, dalla scuola professionale APRO, da Legambiente,  si propone di far conoscere la cultura della mediterraneità, per come è stata declinata dall'operato politico del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, di cui questo vuole essere anche un momento di ricordo collettivo. 

L’evento sarà strutturato in tre momenti:

- un convegno sul tema legalità e presentazione del libro  “La canzone del Guerracino” di Antonio della Gaggia, dedicato ad Angelo Vassallo, che coinvolgerà le scuole, le associazioni e i gruppi presso l’auditorium della Fondazione Ferrero 

- laboratori presso APRO di Alba  con spazi dedicati al confronto coinvolgendo testimoni di iniziative all’approccio dieta e i ragazzi della scuola professionale.

- partecipazione dei produttori del Cilento al Mercato della Terra in piazza Pertinace

- Cena a buffet  presso APRO aperta a tutti a base di prodotti del Cilento 

 

PREMESSA E FINALITA'  DELL'INIZIATIVA

L’iniziativa è nata  per coltivare la memoria di Angelo Vassallo e per stimolare, attraverso iniziative di vario genere, la conoscenza del patrimonio culturale della sua terra, il Cilento, sede Unesco della Dieta Mediterranea. Non abbiamo costituito un'associazione strutturata, ma una rete di singoli e gruppi (come, per esempio, il Comitato per il Gemellaggio Pollica-Bologna, la Cooperativa sociale il Frantoio etc.) accomunati da un forte legame con Pollica, chi per nascita, chi per una sorta di “elezione civile”.

Pollica è un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno, costituito dalle frazioni marine di Acciaroli e Pioppi e dai borghi collinari di Pollica, Celso, Cannicchio e Galdo. Dal 16 novembre  2010 il Cilento, insieme con altre Regioni selezionate in Marocco, Grecia e Spagna, gode del riconoscimento di patria delle Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell'Umanità per l'Unesco. 

Le motivazioni principali del riconoscimento sono le seguenti:

“La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. 

La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta

fresca o secca, verdure, legumi, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità.”

Il ruolo di Pollica nel portare all'attenzione mondiale le qualità dello stile di vita mediterraneo è stato preminente. Infatti fu a Pioppi che negli anni '50 il fisiologo e nutrizionista americano Ancel Keys, nell'ambito del progetto di ricerca del “Seven Countries Study”, coniò la definizione di dieta mediterranea e la indicò come modello dal punto di vista nutrizionale. Inoltre fu proprio il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, a farsi promotore del riconoscimento Unesco e a sensibilizzare la comunità locale sul valore delle proprie tradizioni come punto di partenza per un percorso di sviluppo sostenibile. Oggi Pollica è sede del Centro Studi per la Dieta Mediterranea, fa parte del circuito delle Città Slow, è sede di presidi Slow Food, ottiene ormai da anni le prestigiose 5 Vele di Legambiente per la pulizia delle coste e la qualità dei servizi offerti a residenti e turisti. Senza dubbio questi risultati si devono in gran parte all'operato di Vassallo, Sindaco Pescatore, che non si è mai limitato all'ordinaria amministrazione, ma si è impegnato a diffondere alcuni  valori fondamentali: legalità, cittadinanza responsabile, prevenzione delle infiltrazioni mafiose, “buon vivere”, inclusione sociale, difesa e valorizzazione dei “beni comuni”, dell’ambiente e del territorio. 

Angelo Vassallo è stato barbaramente ucciso il 5 settembre del 2010. Sebbene non si sia ancora fatta luce sull'accaduto, l'intento profondo dell'omicidio, oltre alla situazione contingente, è evidente a tutti coloro che sappiano guardare: Angelo Vassallo era ed è il simbolo della buona politica del Sud, una possibilità reale che si scontra ogni giorno con gli interessi della malavita organizzata e di gruppi di potere più o meno occulti. 

Per questo ogni iniziativa che commemori Angelo Vassallo, al di là del valore artistico e culturale, si propone di essere anche un momento di riscossa civile, che non può rimanere limitato alla realtà locale. A partire da queste considerazioni si comprendono le ragioni di presentare il libro La canzone del Guarracino, illustrato da Antonio della Gaggia e dedicato ad Angelo Vassallo, nel contesto albese.

Il libro contiene un racconto illustrato de La canzone del Guarracino, una canzone popolare napoletana che narra di un corteggiamento tra un pesce Guarracino e una Sardella, finito in una rissa caotica e coloratissima tra le centinaia di pesci che popolano un universo marino dal sapore barocco. Oltre ad aprire una finestra sul mondo affascinante della canzone napoletana classica, il libro mostra che l'ispirazione che proviene da questa forma espressiva così antica riesca ancora a toccare la sensibilità di artisti come della Gaggia, scultore e pittore napoletano vocato alla continua sperimentazione estetica. La canzone testimonia anche l'intreccio profondo tra cultura del territorio, del cibo e della biodiversità, evidente nello scrupoloso elenco in cui le specie sottomarine si susseguono e confondono tra la dicitura italiana e quella dialettale, in cui la nomenclatura scientifica tenta, talvolta disperatamente, di mettere ordine.

Attraverso quest'opera il maestro Della Gaggia, rinunciando a qualunque compenso personale, ha voluto contribuire in prima persona al progetto di tenere viva la memoria di Angelo Vassallo, amico oltre che amministratore. La dedica ad Angelo indica che il libro debba essere inteso anche come uno strumento per veicolare, attraverso la forza evocativa della musica e delle immagini, la cultura della mediterraneità che Angelo aveva voluto difendere e far conoscere.

Alba e le Langhe sono state teatro di una faticosa opera di modellamento dell'ambiente naturale da parte della comunità. Gli abitanti delle Langhe hanno compreso nel corso del tempo l'importanza di mantenere l'equilibrio tra le risorse naturali e lo sviluppo economico del territorio. Per queste ragioni abbiamo ritenuto che fosse un luogo ideale da cui partire per promuovere l'incontro tra le culture di territori diversi, ma sicuramente accomunati dallo sforzo di perseguire uno sviluppo a misura d'uomo.

                                                                  Tina Ciongoli

                                                                  Bruna Bonino

Il programma è disponibile al seguente link: Locandina Giornate Mediterranee